Coro della Mercede

 Coro N.S. della Mercede – sin dalla sua costituzione (1997) – si è posto un punto d’onore:  imparare ed eseguire la Messa composta, negli anni 70, dal maestro Pippo Barzizza, pubblicata dalla Casa Editrice Carrara, intitolata alla Madonna della Mercede –  Patrona della nostra Chiesa e del nostro Quartiere –  e dedicata  ai Padri Celestino e  Paolo, i frati che gli avevano suggerito l’idea e gli erano stati buoni consiglieri liturgici durante la composizione.
 
Barzizza: leader e innovatore
Il maestro Barzizza, un leader della musica moderna sin dai lontani Anni 20 (la mitica era del Jazz), fu un geniale innovatore della musica leggera.
Diresse, per molti anni, una celebre orchestra dell’EIAR prima,  della RAI dopo,   con orchestrali e cantanti  che hanno lasciato  il segno nella storia della canzone italiana.
E’ anche merito suo se tale canzone  si svincolò da una superata e sdolcinata tradizione melodico-popolare e  imboccò strade nuove con  armonie e ritmi moderni,  sull’abbrivio delle musiche che giungevano da oltre oceano.
 
 
Il suo ritiro a Sanremo
Al momento della pensione, Pippo Barzizza  si ritirò  a Sanremo nella sua villa di Corso Mazzini –  sita nel quartiere San Martino e nella parrocchia N.S. della Mercede – dove  si fece  attrezzare un modernissimo  studio musicale, ricco di  strumenti e di elettronica, nel quale trascorreva operosamente le sue giornate: suonando, componendo, registrando e impartendo lezioni ad una nutrita schiera di allievi.
In questo studio il Maestro compose la Messa Mercede.
 
 
La composizione
Questa Messa, un’opera della  maturità,   testimonia la sua grande preparazione musicale (Barzizza – tra l’altro – aveva pubblicato un ottimo trattato sull’ orchestrazione moderna), la sua vasta esperienza di concertatore e la profonda conoscenza della voce umana,  avendo formato  artisticamente tanti Big della canzone…
Nella composizione della Messa, il Maestro,  non solo si adeguò ai nuovi canoni della musica liturgica scaturiti dal Concilio Vaticano II, ma impegnò la sua profonda conoscenza del contrappunto e dell’armonia, pervadendo di spiritualità l’intera composizione e rivelando una particolare sensibilità nell’interpretazione dei testi sacri.
La Messa, scritta per coro di soprani e tenori, ha una stesura contenuta e sorvegliata:  sono, infatti, accuratamente evitati  certi  acuti  che, talvolta, vengono assegnati a tali voci. Scelta sicuramente scaturita dalla  lunga esperienza del Maestro nel trattare le voci dei cantanti.
Spesso, quando la composizione richiede una più densa armonia, le due voci diventano quattro.
 
 
L’esegesi
La Messa meriterebbe un’esegesi ampia e approfondita, ma – per brevità – limitiamo  i commenti a pochi punti essenziali, comunque utili  per meglio gustare  la composizione.
Il “Signore pietà” – all’inizio – è un’umile preghiera con le sue reiterate  invocazioni,  sostenute da un lieve arpeggio dell’organo.  Musicalmente, è quasi un preludio al canto che segue e all’intera composizione.
Il “Gloria” si impone subito per il susseguirsi di una ridda di ritmi solenni e gioiosi:
–  dall’ esaltazione delle parole degli angeli sopra la grotta di Betlemme “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà” ,
–  al “Tu che togli i peccati del mondo”  dove il “pietà di noi” invece di essere sussurrato viene espresso quasi come  un pressante grido di ardente supplica.
–  al finale “con lo Spirito Santo”, dove, con  potenti accordi del coro e dell’organo, si chiude solennemente l’ inno alla gloria di Dio.
 
Il “Santo”, è un delicato inno: nel momento più lirico, jl canto dei tenori e dei bassi viene arricchito da un leggero vocalizzo dei soprani e dei contralti.
 
L’”Agnello di Dio”, con la sua triplice e crescente invocazione, è una sentita supplica all’Agnello che ci ha redenti. .
 
L’”Alleluia”, che, nella sua forma breve, è il canto prima del  Vangelo,  nella sua forma completa,  assume le vesti di un vero e proprio “mottetto”, come quelli che ci sono pervenuti dalla tradizione polifonica classica.
 
 
Vogliamo onorare la memoria del Maestro esprimendo il nostro profondo apprezzamento per questo gioiello di composizione e continuando ad eseguire – a Dio piacendo –  la  Messa Mercede nell’annuale festività della Madonna.
 
Gi Emme
 

Parrocchia di San Martino – Sanremo