La vita di frate Angelico Alessandrini

Il 19 febbraio 1917 nasceva a Roma Mario Alessandrini da Domenico e Lucia Gambini. All’età di un anno si ammalò gravemente. Fu miracolato da S. Rosa da Viterbo, Patrona della Gioventù Francescana.     frate angelico1
La mamma ripeteva che era pronta a donarlo al Signore, ma vivo! Quanti lo hanno conosciuto da piccolo ne ricordano la generosità. Voleva che tutti fossero felici e contenti come lui. Quando poteva disporre di qualche cosa voleva condividerlo con i bimbi del vicinato.
Ricorderà spesso nei suoi diari il giorno indimenticabile della prima S. Comunione. Roma, Viterbo, Sanremo. Queste le tappe che dicono i trasferimenti della famiglia. La mamma, dopo la morte del marito, si era risposata con il maresciallo Tomaso Fatiganti.
Nella Chiesa francescana di S.M. della Mercede in Sanremo Padre Candido Moro, poi divenuto Vescovo di Bengasi, lo accolse come chierichetto.
La mamma spesso malata era aiutata e consolata dalle preghiere del piccolo Mario e sostenuta dalle sue premurose attenzioni. Negli anni dell’adolescenza Mario vive il travaglio interiore di ogni giovane. Il Signore lo chiama! P. Candido Moro ne accoglie le confidenze e lo conduce al Convento del Monte nel Seminario Serafico. E’ il 20 settembre 1931.
Poco tempo dopo la sua guida spirituale viene consacrata Vescovo di Bengasi. Saluta Mario Alessandrini invitandolo a restare fedele ai suoi propositi per poter essere in futuro un buon missionario. Il seme della vocazione missionaria viene così gettato nel suo cuore e qui metterà radici profonde!
Nel Collegio serafico del Monte, Mario, matura in spirito di letizia nelle virtù umane, cristiane e francescane.

F. Angelico, in noviziato Mario, ha nel frattempo preso questo nome. Scrive i diari, le meditazioni, le lettere che sono una testimonianza commovente del suo cammino di fede. Solo poche espressioni per dire come il Signore lo costruisce interiormente:

“Io trovo le mie delizie in coro, salmodiando, inneggiando a Dio creatore e Signore… a Gesù…”;“Eccomi ho Signore, mi offro come vittima del tuo amore misericordioso… degnati di accettarmi, consumarmi, bruciarmi”.

Poco dopo scriverà

“…Ancora un poco e poi andrò in Cina a convertire e far conoscere a quella gente  quel Cuore che per loro soffre e langue, ma che aspetta ancora:  Signore non venga mai meno a questa seconda chiamata!”

e ancora:

“Quando varcherò quei monti  di quell’Oriente che tanto bramo?”

Egli voleva essere missionario in Cina perché immaginava un vasto campo di apostolato e desiderava condividere la sorte del Beato Giovanni Lantrua oggi Santo e martire. Sì, voleva essere martire!
Nel 1937, il 7 dicembre, Sua Eccellenza Mons. Angelo Palazzi, Vescovo in Cina, accoglieva la sua richiesta di partire per l’oriente. Il 25 gennaio 1939 da’ l’addio al caro Convento di Voltri, ai Padri e ai fratelli chierici e il giorno successivo parte per la Cina.

 

Frate Angelico e la sua famiglia
Frate Angelico e la sua famiglia

E’ ancora chierico. Non ha ancora compiuto 22 anni.
Così scrive ai genitori:

“Carissima mamma carissimo babbo,carissime sorelle, vi scrivo in un momento in cui mi sento tanto contento nello spirito, perché ho dato a Gesù quello che mi chiedeva, ho dato a lui la mia vita, il mio essere, quanto ho, per propagare il suo regno e tutte le anime condurre a Lui: pegno di questo è la partenza ora imminente che mi condurrà tra nuovi popoli verso dei quali mi sentii sempre atratto, mosso dalla carità di Cristo che vuole unire  tutti i popoli in un unico centro: il suo Cuore. Non sto qui a dirvi la mia gioia: nulla vi dirò dei vari sentimenti che si succedono nell’anima mia. Però il mio cuore sente uno strappo, un forte strappo. Lascio questa bella Italia in cui nacqui, abbandono la terra nativa dove è bello vivere. Addio, mia Patria diletta! Quando rivedrò i tuoi paesi dove imparai ad amare e servire il Signore dietro le orme del Serafico d’Assisi! Lascio voi tutti, babbo, mamma, sorelle che siete le creature che più amo su questa terra. Oh, come si delinea dinanzi al mio sguardo il profilo di ognuno di voi! Vi lascio: vado lontano, a far amare Gesù da tanti che non lo conoscono. Il mare grande ci separa, ma che importa? I nostri spiriti saranno sempre uniti, fortemente uniti, presso il Cuore sacramentato di Gesù; presso di Lui poniamo ogni nostra angoscia. Pregate per me ed io pregherò per voi e stretti da questo affetto vicendevole attendiamo da Gesù la giusta retribuzione”

…  e ancora

“… Vado lontano a fare amare Gesù da tanti che non lo conoscono…” “Esultate … siete familiari di un missionario”

Sul ponte della nave “Conte Biancamano” gli ultimi addii.
Angelico raggiunge la sede degli studi a Hsiachuangshe nella diocesi di Tai-yuan-fu.

Il mattino del 3 aprile 1940 dice di star poco bene. E’ colpito dal tifo. Il 9 aprile riceve l’unzione degli infermi.

“Portatemi Gesù, perché volete farmi soffrire da solo?” “Non più in terra, ma in cielo dovrò lavorare…”

e al mattino del 17 aprile esclamò

“Mio Dio, Gesù ti amo!”

Queste furono le sue ultime parole!